È molto difficile valutare la qualità del vino solo leggendo l’etichetta; la qualità si valuta solo con la degustazione. Di converso, nel caso non si tratti di vino sfuso, non sarai in grado di degustare un vino prima di acquistarlo, ma ci sono informazioni disponibili sulle etichette dei vini per aiutarti a decidere, anche se avrai bisogno di una certa conoscenza dei produttori e delle annate. Naturalmente, qualsiasi buon commerciante di vino può offrirti un aiuto nella scelta.

Esistono sistemi di classificazione della qualità all’interno dell’UE che forniscono orientamenti. In particolare, di una certa utilità appare “La piramide del vino” che nel 2009 è stata riformulata. Mentre la vecchia piramide del vino riportava i vecchi marchi Docg, Doc, e Igt, dal 2009 è cambiata e riporta le nuove denominazioni Dop e Igp.

I vini da tavola

Alla base della piramide prima del 2009 si trovavano i vini da tavola. Si tratta di prodotti senza alcun riferimento al territorio o alla zona geografica. Sono vini privi di specifiche caratteristiche qualitative, ma ciò non vuol dire che siano di bassa qualità o che non siano genuini. Oltre alle indicazioni del colore (es. bianco, rosso, rosato) possono riportare in etichetta l’annata di produzione. In mancanza di altre indicazioni ci si può trovare di fronte a un prodotto semplice che può essere il risultato di un insieme di uve di varietà diverse o vini provenienti da differenti zone geografiche.

I vini a Indicazione Geografica Tipica

Al secondo piano della piramide si trovavano i vini a Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.). Gli elementi caratterizzanti dei vini I.G.T. sono l’indicazione della zona geografica da cui provengono (per esempio Puglia), del vitigno di base (per esempio Negramaro) e dell’annata di raccolta. Tali vini provengono, per almeno l’85%, dalla zona geografica di cui portano il nome.

I vini a Denominazione di Origine Controllata

Salendo ancora di un livello nella piramide si trovavano i vini a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.). Sono prodotti in un’area territoriale delimitata con caratteristiche chimiche e organolettiche ben precise, fissate a priori nei regolamenti di produzione, i cosiddetti disciplinari di produzione. I vini a Denominazione di Origine Controllata, a differenza delle precedenti categorie, sono controllati anche qualitativamente: prima di essere posti in commercio devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisiche e organolettiche al fine di accertare la loro rispondenza ai parametri imposti nel disciplinare di produzione.

I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Al vertice della piramide troviamo i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.). La dicitura D.O.C.G. viene riservata ai vini di particolare pregio, con elevate caratteristiche qualitative intrinseche, effetto anche dell’incidenza di fattori naturali, umani e storici e che hanno acquisito rinomanza e valore commerciale a livello nazionale e internazionale. Sono sottoposti a regole di produzione più severe e hanno disciplinari di produzione molto più restrittivi rispetto ai quelli per vini a Denominazione di Origine Controllata.

Dal 2009, ecco la nuova “piramide dei vini”:

I vini generici

Vini generici (con possibilità di indicare annata e/o vitigno). Sono vini senza nessuna indicazione riferita all’origine e possono essere prodotti con uve provenienti da varie zone e/o da vari Stati Membri. Possono riportare in etichetta il riferimento all’annata e/o alla varietà di uve utilizzate. L’indicazione del vitigno in etichetta è limitato soltanto per alcune varietà.

I vini ad Indicazione Geografica Protetta

Vini I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta). Indica il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un vino – originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese – di cui una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica possa essere attribuita all’origine geografica. Le uve da cui è ottenuto un vino a I.G.P. provengono per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica.

Per i vini a I.G.P. è stata introdotta la delimitazione della zona di vinificazione delle uve. Ciò significa che non sarà più possibile produrre un vino a I.G.P. da uve vendemmiate in una regione, ma vinificate in un’altra (ad eccezione del 15% delle uve che possono provenire da fuori zona). Inoltre i vini a I.G.P. saranno sottoposti a più rigide procedure di controllo.

I vini a Denominazione di Origine Protetta

Vini D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta). Indica il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un vino – originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese – la cui qualità o le cui caratteristiche siano dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori naturali e umani. Le uve da cui è ottenuto un vino a D.O.P. sono per il 100% prodotte, trasformate ed elaborate nell’area geografica delimitata.

In Deroga a quanto disposto dal Regolamento Comunitario, gli Stati Membri possono tuttavia continuare a utilizzare le proprie menzioni tradizionali riferite alle Denominazioni di Origine e Indicazioni Geografiche. Sarà quindi possibile continuare ad utilizzare (in Italia) le sigle Docg, Doc e Igt.

I vini prodotti al di fuori dell’Europa non sono così regolamentati nelle indicazioni da riportare sulle etichette, rendendo con ciò più difficile per il consumatore identificare i vini migliori. Le leve di mercato, cioè, il prezzo è spesso l’unica guida a disposizione del consumatore e, nel caso, la reputazione del produttore.

Il prezzo è il modo migliore per giudicare la qualità di un vino?

Il prezzo potrebbe essere un’indicazione di qualità quando si confrontano vini simili, ad esempio due bottiglie dello stesso vino e della stessa annata. Il prezzo potrebbe riflettere anche l’età, la rarità e il fatto che proviene da un produttore particolarmente famoso. I produttori con un’ottima reputazione sono in grado di imporre prezzi più elevati per i loro vini. Questo non vuol dire che un piccolo produttore sconosciuto non produca vini di qualità simile. È comunque errato utilizzare il prezzo come indicatore di qualità in un confronto. Il prezzo non può competere con le buona conoscenza del vino. Più si conosce il produttore, le tecniche di vinificazione e il prodotto in se, migliore sarà nella scelta.

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